Le novità introdotte dal Decreto Ucraina-bis

Giovedì 12 maggio 2022, il Senato della Repubblica ha approvato le modifiche al testo del D.L. 21/2022 (misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina, c.d. Decreto Ucraina-bis).

Il Decreto, da convertire in legge entro il 20 maggio 2022, passa ora all’esame della Camera dei Deputati. Considerando i tempi ristretti, il testo non dovrebbe subire alcuna modifica.

Tra le novità più importanti si segnala l’introduzione, ad opera dell’art. 10-bis, di un nuovo adempimento per utilizzare il Superbonus 110%: il possesso della certificazione SOA.

La novità non riguarda i lavori in corso di esecuzione e i contratti di appalto e subappalto aventi data certa anteriore all’entrata in vigore della legge di conversione.

Il nuovo obbligo entrerà in vigore a tappe, avendo il legislatore previsto un periodo transitorio di applicazione della disciplina.

Si prevede, infatti, che a decorrere dal 1° gennaio 2023 e fino al 30 giugno 2023, l’esecuzione dei lavori di importo superiore a 516.000 euro può essere affidata soltanto:

  • ad imprese in possesso della certificazione SOA al momento della sottoscrizione del contratto di appalto ovvero di subappalto
  • ad imprese che, al momento della sottoscrizione del contratto di appalto ovvero del contratto di subappalto, documentano al committente ovvero all’impresa subappaltante l’avvenuta sottoscrizione di un contratto finalizzato al rilascio della certificazione SOA.

A partire dal 1° luglio 2023, invece, l’esecuzione dei lavori di importo superiore a 516.000 euro potrà essere affidata soltanto ad imprese in possesso della certificazione SOA al momento della sottoscrizione del contratto di appalto ovvero di subappalto.

Certificazione SOA: cos’è e come ottenerla

L’attestazione SOA, disciplinata dall’art. 84 del Codice dei contratti pubblici, è una certificazione obbligatoria per la partecipazione a gare d’appalto per l’esecuzione di lavori pubblici per un importo superiore a 150.000 euro. Il possesso di tale certificazione garantisce che le imprese siano in possesso dei seguenti requisiti:

  • Requisiti di ordine generale, quali: regolarità ai fini della normativa antimafia e requisiti di moralità professionale, iscrizione al Registro delle Imprese e assenza di procedure concorsuali, regolarità del DURC, regolarità e assenza di gravi violazioni nello svolgimento dell’attività d’impresa
  • Requisiti di ordine speciale, ovvero requisiti di capacità economica (idonee referenze bancarie, patrimonio netto positivo, determinati volumi di fatturato in relazione alle categorie di opere, disponibilità di idonea attrezzatura tecnica, idoneo organico medio annuo) e requisiti di capacità tecnica e professionali (idonea direzione tecnica, esecuzione di lavori nelle categorie per le quali si richiede la certificazione)

L’attestazione, che ha validità quinquennale, va richiesta ad appositi organismi di diritto privato individuati dall’ANAC (Autorità nazionale anticorruzione) e viene rilasciata in seguito ad un’istruttoria documentale.

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